AGGIORNAMENTO 22 NOVEMBRE 2009
da penale.it il (link qui sotto) il resoconto sulla VI conferenza nazionale dell'avvocatura, conclusasi ieri, dove si è parlato, quale tema centrale, della riforma dell'ordinamento Forense, con importanti prese di posizione:
http://www.penale.it/page.asp?mode=1&IDPag=820
Ieri la Commissione Giustizia del Senato ha dato il via libera alla riforma dell'Ordinamento Forense - previa approvazione di alcuni emendamenti rispetto al testo proposto dal Comitato Ristretto - che dunque approderà presto all'Aula del Senato (ma ancora non calendarizzata).
Tramite il sito UCPI è possibile consultare (dal seguente link, scorrendo in basso) la tabella di raffronto tra i tre testi: proposta CNF, proposta Comitato Ristretto, testo definitivamente approvato dalla Commissione Giustizia (con incarico al relatore di riferire positivamente in Aula per l'approvazione del ddl):
http://www.camerepenali.it/NewsDetail.aspx?idNews=11065
Non ci sarà relazione di minoranza: le opposizioni hanno collaborato fattivamente al testo e si sono astenute sul voto finale (ciascuna opposizione non approvando alcuni singoli punti, ma sostanzialmente essendo favorevoli all'impianto complessivo).
Letto il testo sembra che ci siano dei problemi di coordinamento tra disposizioni contrastanti, ma facilmente risolvibili dall'Aula del Senato.
Il 2010, dunque, dovrebbe essere l'anno decisivo, anche se per quanto riguarda l'accesso l'entrata in vigore sarà progressiva (in pratica non cambierà niente per i primi due anni, mentre per i successivi tre comunque sarà necessario superare i test preselettivi per accedere all'esame; tra cinque anni test di ingresso per accedere alla pratica).
Ho appena rifatto il conteggio degli avvocati italiani, favorito dal nuovo sito internet del CNF, che pubblica direttamente i dati di 132 Ordini circondariali senza le precedenti limitazioni di consultazione (si bloccava a 500, richiedendo una consultazione per singole lettere dell'alfabeto).
Non ho capito cosa aspettino gli altri 33 Ordini a mettersi in linea (a perchè il CNF non li solleciti, per una evidente esigenza di trasparenza), sottolineando che tra questi vi sono città capoluogo di distretto come Bologna (l'unica che veramente rende improba una verifica, perchè andrebbero contati gli iscritti uno per uno e si parla di un dato tra 4000 e 5000!) e Cagliari (oltre 2300!).
Rispetto alla verifica di circa sei mesi fa ci sono variazioni importanti (i precedenti dati non erano aggiornati?) poichè alcuni Ordini raddoppiano gli iscritti. A sorpresa alcuni ordini diminuiscono, come ad esempio Milano che scende sotto la soglia dei 15.000.
Roma passa da meno si 20.000 a quasi 24.000 (ma alcuni colleghi della Capitale mi dicono che attualmente gli iscritti sono circa 27.000), dato consultabile dal sito dell'Ordine territoriale perchè attualmente non disponibile tramite il CNF (ma in precedenza era pubblicato, per cui dovrebbe trattarsi della necessità di ricaricare sul nuovo sito l'imponente mole dei dati romani).
Quello che proprio è inconcepibile è il dato gestito ufficialmente dal CNF, vale a dire l'Albo dei cassazionisti.
Nono voglio apparire macabro ma...i morti si contano almeno a centinaia, se non a migliaia...o quantomeno i non più esercenti la professione forense.
Basti un esempio per tutti: consultando l'elenco dei cassazionisti (giustamente diviso per Ordine di appartenenza) troviamo sotto Mondovì (credo sia in assoluto l'Ordine più piccolo d'Italia!) un avvocato nato nel 1874 e cassazionista dal 1905...sarebbe il personaggio vivente più longevo del Pianeta: 135 anni...ma le notizie mondiali ci dicono cosa diverse...
Possibile che nell'era 2.0 non sia possibile, per il CNF, fare una verifica, quanto meno dell'esistenza in vita (la prendo larga) di coloro che risultano avere oltre 90 anni (dovrebbero essere, a occhio e croce, svariate centinaia di cassazionisti).
E' vero, poi, che con la normativa attuale possono esistere cassazionisti cancellati dall'Albo ordinario, ma quanti saranno mai? Basterebbe incrociare i dati tra Ordini circondariali e CNF per verificare che quasi tutti coloro che non sono iscritti nell'Albo ordinario in realtà hanno cessato l'attività professionale e, dunque, possono essere tolti anche dall'Albo speciale.
Così, tanto per non continuare a fornire dati clamorosamente sballati...
Qui sopra trovate a sinistra il file con i dati attuali ed a destra i dati di sei mesi fa...in attesa, ovviamente, di sapere qualcosa di più sull'iter della riforma - questo è stato un anno difficilissimo per gli avvocati, perchè tutti hanno problemi seri di riscossione dai propri clienti - della quale in questi giorni si perdono le tracce parlamentari...